LUCA BERTASSO – FULL OPTIONAL

Giugno 2008 – Luca Bertasso – Full Optional – Galleria Bianca Maria Rizzi – Milano

(Mostra a cura di Stefano Castelli – Intervista di Emanuele Beluffi)

Luca Bertasso - Full Optional - olio su lino - 2008 - 100x120 cm - courtesy Galleria Bianca Maria Rizzi

«La vera arte è sempre ordinata». Massima di Francis Bacon prediletta da Luca Bertasso. Che oltre all’arte ben formata non disdegna d’attingere ai paraphernalia del grottesco.

Emanuele Beluffi: Il tuo immaginario è improntato a una dialettica fra tradizione e novità’: non tanto variazioni su una medesima struttura, quanto piuttosto differenze nella continuità. Ora per esempio sei entrato in una nuova fase che hai definito “sintetica”. Puoi illustrarci questo rapporto fra continuità e discontinuità?

Luca Bertasso: Lo scarto per me è continuo. In questa occasione ho voluto interrompere il mio costante dipingere volti e situazioni umane introducendo per la prima volta gli animali, impegnandomi in una figurazione diversa da quella che sono solito dipingere senza però stravolgere il mio stile (i cavalli, per esempio, conservano a mio avviso unrisvolto antropomorfico). Full Optional è stata un’altra sfida, perché in questo caso la figura umana si fonde con l’automobile. Lo stesso discorso vale ad esempio per lo Sconchigliamento: esso non rappresenta più il solito viso minaccioso con gli occhiali a specchio, che magari si può dire “tipico” della mia produzione precedente, ma è già più surreale e mostruoso, con questo individuo imprigionato nella conchiglia. Non voglio che la mia galleria di personaggi sia l’unico fattore di riconoscimento. Diversamente da altri, non ho intenzione di incollarmi a uno stesso paradigma e proseguire così per decenni. Lo stile è sempre il mio, magari qualcuno può preferire qualcosa di più “selvaggio”, “gestuale”, ma per quanto mi riguarda amo sperimentare soluzioni che si rinnovano di volta in volta.

Emanuele Beluffi: La tua produzione è grottesca e al contempo disciplinata…

Luca Bertasso: Parlerei di “esasperazione”, “barocco estremo”: un trionfo di forme piene e una ricerca della deformazione. Preferisco eccedere piuttosto che togliere. Ad esempio, la nuova serie dei miei lavori presenta questi profili in argento, oro e rame che rafforzano un’idea “imperiale” come negazione del minimalismo. Il grottesco mi affascina – penso ai Capricci di Goya, ma anche agli studi anatomici-grotteschi di Leonardo. Come diceva Bacon, la vera arte molte volte reca in sé i germi della caricatura, e infatti sento in me una sorta di sdoppiamento: un lato ordinato e uno grottesco. E’ nella mia anima. Forse le figure sono anche troppo aggressive, ma non riesco proprio a imprimervi un’impronta minimal. Quand’ero più giovane inserivo anche venti elementi per quadro: era eccessivo, disorientava lo spettatore.

Emanuele Beluffi: Scomodiamo Breton: i titoli con cui battezzi le tue opere nascono da automatismi psichici?

Luca Bertasso: Sì, di solito ho in mente prima i titoli, è difficile che nascano a opera conclusa, sebbene qualche volta abbia combattimenti interiori per titolare le mie opere. Li “butto giù” piuttosto automaticamente. Spesso mi appoggio alle mie letture, anche se adesso ho sempre meno tempo per i libri. Full Optional è il frutto di un automatismo. Ti confesso che un titolo che poteva essere molto malizioso per Bipartisan era Just Cavalli… Anche Skid Row è stato automatico, suona piuttosto bene. E’ difficile dare titoli non banali, e del resto i Senza Titolo mi procurano tristezza.

Emanuele Beluffi: Preti molta cura ai dettagli,  sia a livello macroscopico che a livello miroscopico. Come si sviluppa un tuo quadro? Sembra l’esito di in lavorìo piuttosto intenso.

Luca Bertasso: E’ vero, e questo è il motivo per cui faccio pochi pezzi ma tutti, io penso, di precisione e qualità impeccabili. Per me è importante che un’opera sia curata anche nei dettagli. Per quanto riguarda gli olii, nascono con alcuni bozzetti preparatori prima a matita e poi in acrilico o tempera su carta per avere un’idea di quello che sarà sulla tela: sono molto calcolatore perché è difficile correggere poi gli eventuali errori. Ho un’abilità diabolica, in questo senso. E’ un metodo di lavoro molto impegnativo, non riesco a mascherare in qualche modo le ingenuità. Per quanto riguarda le tempere, di solito le figure nascono già nella mia testa, e dunque mi posso permettere di procedere a memoria. Ma a volte preparo alcuni bozzetti anche per le tempere.

Emanuele Beluffi: Dai tre mani di colore ogni volta.

Luca Bertasso: Sì, Full Optional ha richiesto tre settimane, e anche quelli di dimensioni più contenute mi impegnano per diversi giorni.

CATALOGO DELLA MOSTRA (PDF)

Galleria Bianca Maria Rizzi
Via Molino Delle Armi 3
20123, Milano
+39 0258314940
info@galleriabiancamariarizzi.com
www.galleriabiancamariarizzi.com

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