AL DI LA’ DELLA FISICA

Maggio 2009 – Tommaso Chiappa. Indigeni dell’urbe – La Piana Arte Contemporanea – Palermo

Tommaso Chiappa - Livelli sociali - 2009 - olio su tela - 50x35 cm - Courtesy dell'artista


Con tutto ciò che l’abusata espressione “paesaggio urbano “ si porta pericolosamente appresso, diciamo che nelle opere di Tommaso Chiappa detta categoria dello spirito ha una forte connotazione naturale . Rispetto a quello urbano, l’elemento di natura assume nei quadri del giovane pittore palermitano il ruolo predominante del soggetto fondamentale. Che attraverso la sua stessa presenza fisica depotenzia la paradossale suggestione claustrofobica della realtà metropolitana. Tommaso Chiappa apre gli spazi e tradisce la città. Si veda il quadro Livelli sociali, dove la realtà è raffigurata secondo il criterio corrispondentista fra immagini e stati di cose ma rappresentata per dar forma a un’insistente idea: equilibri instabili.  Raffigurare e rappresentare: è molto importante questa distinzione. Ci torneremo in seguito. Il Monte Pellegrino, colosso reale e ideale quanto Il Monte Analogo di René Daumal, dà la linea dell’orizzonte a una raffigurazione scansionata del mondo là fuori: gli alberi, i palazzi e poi lui, il Monte Pellegrino. La città ha una forte significanza naturale in opposizione agli elementi fondamentali che vediamo noi indigeni dell’urbe, gli edifici giganteggianti sulle arterie metropolitane che sono la cornice della vita quotidiana. Qui nulla primeggia sul Monte Pellegrino, il cui valore di riferimento va al di là della determinazione fisica e concreta fino a lambire i confini di un universo simbolico.

Tommaso Chiappa - Vucciria contemporanea - 2009 - olio su tela - 116x86 cm - Courtesy dell'artista

Le opere di Chiappa riaffermano una matrice territoriale – Guttuso, La vucciria –  in modo molto personale e birichino: questi monocromi sono sempre un po’ spiazzanti. Ognuno di essi raffigura un soggetto naturale e rappresenta al contempo una scansione della realtà, prendendo il particulare a pretesto per sviluppare l’universale. Sono a loro modo lavori metafisici, nel senso letterale del termine: raffigurazioni di elementi naturali che rappresentano qualcosa al di là della realtà sensibile. Solo che il Nostro non si prodiga nelle dispute metafisiche intorno alla realtà del mondo esterno, ma rilegge la realtà assegnando a sé stesso il compito di rappresentare immagini mentali tramite la pittura. Trascendendo concettualmente il mondo là fuori. Il pretesto territoriale non deve insomma trarre in inganno: l’artista stravolge il concetto di appartenenza, ancorandosi alla realtà per aprirsi a un discorso di più ampio respiro. In un universo – di discorso, non solo geografico – globalizzato, i luoghi generano un cortocircuito che permette di leggere il presente attraverso immagini alternative. Naturalmente Chiappa non è un visionario, le sue fatiche nascono sempre dalla realtà effettiva. E nemmeno sarebbe vero dire che lui blocchi frammenti di realtà per poterla studiare meglio: lui piuttosto ne “ritaglia” determinate porzioni come fanno i filosofi del linguaggio, la scansiona attraverso strisce multicolor tipo il controllo colore per la riproduzione delle immagini fotografiche si vedano Piani a incrocio, Piani di lettura e Direzioni – per pensare la vita. Anzi: è il luogo palermitano stesso, sempre ritornante nelle opere di Chiappa anche quando una tela raffigura uno scorcio metropolitano del Nord, il pretesto per pensare la vita: “A Milano la città ti chiude, lì no”. Tanti pensieri che di solito lo scrittore ferma sulla pagina, mentre  Chiappa ne affida l’espressione al linguaggio della pittura: integrazione totale, continuo spostamento, vagabondaggio. Idee che, per esser viste, necessitano di un abito che le renda percepibili. Incarnate in forme sensibili come Multicolor 1, Multicolor 2 e Multicultural. Paesaggi metafisici – Albero Klein e Giardino blu – che, rispetto alle piazze dell’illustre predecessore, sono un po’ più scanzonati.

Tommaso Chiappa - Easy Rider - 2009 - olio su tela - 98x70 cm - Courtesy dell'artista

Perché, diciamolo, Tommaso Chiappa è un birbante. Vedi alla voce  Easy Rider, novello sfottò dei tempi moderni che si accompagna al riconoscimento dell’intemperanza alla vaccinara di armeggiare il telefonino quando si è alla guida. O Live, rilettura dell’attitudine occhiuta di controllare le condizioni del traffico per mezzo di telecamere posizionate in luoghi strategici. Sorta di cortocircuiti spaziotemporali, dove i soggetti, attinenti a un contesto sociale familiare, deviano al contempo verso un riferimento universale e spiazzante. Forte del limpido azzeramento degli sfondi e della levità acquorea nel timbro cromatico, l’intima essenza dell’opera di Chiappa è il colore puro, ricerca che passa attraverso la riconsiderazione delle esperienze tonali di Kandinskij e l’ambito del non figurativo che ha lavorato col colore in modo “scientifico“. In questo senso Tommaso Chiappa è un pittore avvolto dal primitivo: fare pittura è ricordare. Perché in pittura, come nella vita, non si inventa niente, ma si serba nel cuore e la si rielabora secondo la propria sensibilità l’esperienza di chi c’è stato prima.

Tommaso Chiappa - Equilibri instabili - 2009 - olio su tela - cm 81x58 cm - Courtesy dell'artista

La Piana Arte Contemporanea
Via Isidoro La Lumia 79a
90139, Palermo
+39 0916127213 , +39 0916122641
massimolapiana@yahoo.it

www.tommasochiappa.it

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