EXEMPLA INFORMATI

Ottobre 2009 – Lorenzo Puglisi. Pitture – Galleria Obraz – Milano

Lorenzo Puglisi - Ritratto LII - 2009 - olio su tela - 100x80 cm - Courtesy dell'artista


fusis filei kruptein

(la natura ama nascondersi)

Eraclito

I soggetti di Lorenzo Puglisi sono deformazioni non paradigmatiche: non denotano un modello individuato e singolo e pure sono icone che eccedono il soggetto attraverso la loro stessa deformazione. É il soggetto soggetto all’eccedenza della forma. Le sue pitture incarnano una teoria della pittura che ne sancisce la funzione di vero e proprio strumento conoscitivo. E rappresentano la negazione della speculazione platonizzante che riduceva il valore delle arti visive  – e, va da sé, della pittura – a una diminuzione di verità. Secondo don Platone infatti null’altro era la pittura che imitazione di un’imitazione: imitazione delle cose del mondo là fuori, a loro volta imitazioni di un modello metafisico vagolante nell’orbita iperuranica delle Idee. Mai un artefatto, un eidolon, avrebbe potuto condurre alla verità delle cose, l’eidos. La verità non è dunque di questo mondo, secondo don Platone  e secondo Gesù (il suo successore, evidentemente. Del resto cosa rispose l’ex Presidente George Bush a chi gli chiese quale fosse il più grande filosofo, con grande scorno degli accademici?).

Lorenzo Puglisi - Ritratto LV - 2009 - olio su tela - 40x30 cm - Courtesy dell'artista

La relazione fra idea – forma, modello, essenza. O, perché così fa fino, eidos e immagine è una venerabile disputa dell’Estetica (non quella delle sciampiste, l’Estetica nel senso della filosofia dell’arte). E non potrebbe essere altrimenti, se è vero, come è vero, quanto disse il Whitehead a proposito della storia del pensiero occidentale: una sterminata serie di glosse a Platone. Bene. Se siamo licenziosi – e lo siamo –, brighiamo col Vasari affermando perentoriamente che la pittura è una manifestazione della forma. In modo dettagliato: l’immagine raffigurata nel perimetro della cornice è il visibilizzarsi dell’idea. E fin qui siamo d’accordo, col Vasari e   don Platone: le immagini sono solo oggettivazioni più o meno adeguate della verità. Tuttavia l’illustre greco, nel Sofista, introduceva due tipi di immagini: l’eikone l’eidolon. Cioè, quella buona e quella cattiva. Eikon l’immagine oggettivamente corrispondente al proprio modello (da qui, per la cronaca, l’origine della parola icona). Eidolon invece l’immagine  che solo apparentemente somigliava al proprio modello. Era l’immagine deformata, l’immagine non mimetica. Ma lo sanno anche i bambini che la mimesi c’entra nulla con la potenza di un bel quadro. In fondo, l’arte del Novecento ha sempre cercato di trovare un tipo di somiglianza non mimetica che non facesse diretto riferimento alle caratteristiche puntuali di un modello. La pittura del Novecento, insomma, non ha mai avuto bisogno di un paradigma come originario presupposto della propria prassi artistica. Piuttosto il modello, da quel momento, diventa un eikon costituito come rovescio dell’eidolon nella messa in formazione – gestaltung – dell’immagine pittorica. Si pensi a Francis Bacon: Milan Kundera, in Le geste brutal du peintre, diceva che quella di Bacon fosse una deformazione fedele. Ma fedele a cosa? Il volto che riconosceva in tutte le deformazioni, lo riconosceva proprio attraverso queste deformazioni. Era un eikonche si dava a vedere attraverso eidola. Per farla breve: quella di Bacon non era affatto una deformazione fedele, ma  piuttosto una somiglianza non mimetica che non rinviava a nessun modello.

Lorenzo Puglisi - Ritratto LXXII - 2009 - olio su tela - 30x24 cm - Courtesy dell'artista

Ora, le pitture di Lorenzo Puglisi sono deformazioni senza canone: non stanno per un modello e purtuttavia sono oggettivazioni adeguate della forma: icone che eccedono il soggetto. Il Puglisi fa della pittura una teoria della conoscenza, tributandone lo statuto epistemico attraverso l’ostensione di pitture. Pitture, cioè serie di exempla. Che esemplificano, malgré lui, una teoria dell’arte d’impronta metafisica ordinata su una dottrina pratico-razionalizzante (e non potrebbe essere diversamente, dal momento che di mestiere fa il pittore). Il Puglisi coglie l’eterno presente della  mutevolezza dell’essere umano attraverso la surdeterminazione dell’identità: un adesso immobile della forma fissato per il tramite della pittura oltre il velo delle apparenze. Ottenendo vita con macchie di colore e possedendo ciò che vede oltre l’apparire. Questa è pittura. Questo è lo statuto epistemologico della pittura. Perché la Natura, Eraclito ce l’insegna, ama nascondersi. La Natura è già un trucco. E la frizione che si determina fra una teoria fortemente svalutativa della pittura e un’estetica debitrice dell’apparato concettuale gnoseologico eleva la pittura a organondella Ragione. Logica inedita e inaudita del pensare e dell’agire umani.

Lorenzo Puglisi - Ritratto LI - 2009 - olio su tela - 80x80 cm - Courtesy dell'artista

Col Puglisi potremmo intendere kantianamente l’eidos, la forma, come schema del concetto. Da ente metafisico si caratterizzerebbe come ente mentale dell’esperienza, modellizzato sul rapporto col mondo nei termini del fronteggiamento fra il soggetto e l’altro da sé: l’osservazione panottica (il Panopticon quale tutto si vede) da cui origina la forma dell’oggetto panotticamente osservato. In questo senso l’eidosdel Puglisi diventerebbe begriff, concetto. Ma le sue pitture fanno piuttosto pensare all’eidoscome tributaria di uno statuto ontologico né metafisico né empirico, riconoscendo la forma in quanto evento ontologico che sboccia ‘incontro con l’altro da sé: è la fusis, termine che nel pensiero greco indica il vero essere (Heidegger dixit). Come Milan Kundera riconosceva il volto nelle deformazioni di Bacon attraverso queste deformazioni  – il visibilizzarsi dell’eikonnegli eidola –, così nelle iconedel Puglisi la figura umana acquisisce quel carattere che attraverso la sua stessa incompletezza deformata diventa ritratto. Egli ritrae la fusis, l’intima essenza del soggetto, mediante una pratica pittorica che assume la funzione di assorbimento della forma. Exempla informati. Ecco perché la grande arte – la grande pittura – è raffigurazione di idee universali.

Lorenzo Puglisi - Ritratto LX - 2009 - olio su tela - 50x40 cm - Courtesy dell'artista

Galleria Obraz
via Lazzaro Palazzi 8
20124, Milano
+39 0287394007 +39 3396312241
info@obraz.it
www.obraz.it

www.lorenzopuglisi.com

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